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LE DEBOLEZZE DELL’UOMO
Allah ha creato l’uomo in una condizione quasi perfetta, e lo ha
dotato di caratteristiche superiori. La sua superiorità su tutte
le creature – come è dimostrato dalle sue capacità intellettuali
uniche di pensiero e di comprensione, e dalla sua prontezza ad apprendere
e a sviluppare la cultura – è indiscutibile.
Avete mai pensato al perché, nonostante tutte queste prerogative
superiori, l’uomo abbia un corpo così fragile, sempre vulnerabile
alle minacce esterne e interne? Perché esso è esposto agli attacchi
di microbi o batteri, talmente minuscoli da essere invisibili all’occhio
nudo? Perché l’uomo deve passare una parte del tempo di ogni giornata
a tenersi pulito? Perché ha bisogno delle cure corporali? E perché
invecchia con il tempo?
La gente da’ per scontato che questi bisogni siano dei fenomeni
naturali. Tuttavia, l’aver bisogno di attenzioni, in quanto essere
umano, assolve ad uno scopo speciale. Allah ha creato nei particolari
ogni dettaglio dei bisogni dell’uomo. Il versetto "l’uomo
è stato creato debole" (Surat an-Nisa: 28) è la dichiarazione
manifesta di questo fatto.
Gli infiniti bisogni dell’uomo sono stati creati con un fine: fargli
comprendere che egli è un servo di Allah, e che questo mondo è per
lui una dimora temporanea.
L’uomo non ha alcun potere sulla data e sul luogo della propria
nascita. Similmente, egli non sa mai dove o come morirà. Per di
più, tutti i suoi sforzi di eliminare i fattori che influenzano
la sua vita, positivamente o negativamente, sono vani e irrealizzabili.
L’uomo ha indubbiamente una natura fragile, che richiede molte
attenzioni per sopravvivere. Egli è intrinsecamente indifeso contro
gli incidenti improvvisi e imprevedibili che hanno luogo nel mondo,
ed è debole di fronte ad essi. Allo stesso modo, è esposto a rischi
imprevedibili per la salute, sia che egli risieda in un luogo altamente
civilizzato, sia che viva in un remoto e arretrato villaggio di
montagna. È abbastanza probabile che, in qualsiasi momento, l’uomo
possa sviluppare una malattia incurabile o mortale. In qualsiasi
momento, può capitare un incidente che danneggia irreparabilmente
la forza fisica della persona o le sue attrattive più invidiabili.
Per di più, questo vale per tutte le persone: la posizione sociale,
il rango e la razza e tutto il resto, non conoscono eccezioni riguardo
a tale fine. Sia la vita di un personaggio famoso, con milioni di
ammiratori che quella di un semplice pastore possono essere completamente
stravolte, un giorno, da un incidente inatteso.
Il corpo umano è un organismo debole composto di ossa e carne,
che pesa in media 70-80 chilogrammi. A proteggerlo, c’è solo una
fragile pelle. Indubbiamente, questa pelle sensibile può facilmente
essere danneggiata da ferite e da lividi. Essa diviene screpolata
e secca quando è troppo esposta alla luce solare o al vento. Per
non soccombere ai fenomeni naturali, l’uomo deve sempre proteggersi
contro gli effetti dell’ambiente.
Anche se l’uomo è dotato di sistemi corporei meravigliosi, i "materiali"
– la carne, i muscoli, le ossa, il tessuto nervoso, il sistema cardiovascolare
e il grasso – tendono a decadere. Se l’uomo fosse composto di un
materiale differente dalla carne e dal grasso, un materiale che
non consentisse accesso ad invasori esterni come microbi o batteri,
l’eventualità di cadere ammalati non esisterebbe. Eppure, la carne
è la sostanza più fragile: va in putrefazione e viene perfino divorata
dai vermi, se la si lascia a temperatura ambiente per qualche tempo.
Come ammonimento costante di Allah,
l’uomo sente spesso i bisogni fondamentali del suo corpo. Se esposto
al freddo, ad esempio, egli corre dei rischi per la salute; il suo
sistema immunitario, gradualmente, collassa. In tale occasione,
il suo corpo può non riuscire a mantenere la temperatura corporea
costante (370C) che è fondamentale per la buona salute 1.
La sua frequenza cardiaca rallenta, i vasi sanguigni si contraggono,
e la pressione arteriosa sale. Il corpo inizia a rabbrividire, per
riguadagnare calore. Una temperatura corporea scesa a 350C, accompagnata
da pulsazioni deboli e contrazione dei vasi sanguigni nelle braccia,
nelle gambe e nelle dita, segnala una condizione di pericolo mortale
2. Una persona che ha una temperatura
corporea di 350C soffre di grave disorientamento e cade continuamente
addormentata. Le funzioni mentali rallentano. Una leggera diminuzione
nella temperatura corporea può provocare queste conseguenze, ma
un’esposizione ancora maggiore al freddo, che porta la temperatura
al di sotto dei 330C, determina la perdita della coscienza. A 240C,
il sistema respiratorio smette di funzionare. Il cervello viene
danneggiato a 200C e infine il cuore si ferma a 190C, portando alla
fine inevitabile: la morte.
Questo è soltanto uno tra esempi che saranno approfonditi ulteriormente
nelle restanti pagine di questo libro. Forniamo questi esempi allo
scopo di mettere in evidenza che, a causa dei fattori inesorabili
che mettono in pericolo il suo essere, l’uomo non riuscirà mai a
trovare una soddisfazione profonda nella sua vita. L’obiettivo è
quello di ricordare al lettore che l’uomo dovrebbe evitare l’attaccamento
cieco alla vita, smettere di trascorrere tutto il proprio tempo
correndo dietro a dei sogni e ricordarsi sempre, piuttosto, di Allah
e della vera vita, l’Aldilà.
C’è un Paradiso eterno promesso all’uomo. Come i lettori avranno
l’opportunità di apprendere dalle pagine che seguiranno, il paradiso
è un luogo di perfezione. In paradiso, l’uomo sarà completamente
purificato dalle debolezze fisiche e dalle imperfezioni che lo circondano
sulla terra. Qualsiasi cosa egli desideri, gli sarà a portata di
mano. Inoltre, la fatica, la sete, la stanchezza, la fame, e le
ferite non esistono in paradiso.
Aiutare le persone a riflettere sulla propria vera natura e ad
avere, di conseguenza, una comprensione più profonda dell’infinita
superiorità di Allah, il nostro Creatore, è un altro obiettivo di
questo libro. Inoltre, il comprendere che l’uomo ha bisogno della
guida di Allah ha senza dubbio una grande importanza per chiunque.
Allah lo dichiara nel versetto seguente:
O uomini, voi siete bisognosi di Allah, mentre
Allah è Colui che basta a Sé stesso, il Degno di lode (Surah al-Fatir:
15).
I bisogni fisiciL’uomo è esposto a molti rischi
fisici. Tenere puliti il corpo e l’ambiente e avere cura di essi
in modo scrupoloso sono oneri che durano per tutta la vita, nei
quali bisogna sempre impegnarsi allo scopo di rendere minimo il
rischio per la salute. Ciò che colpisce ancora di più è che la quantità
di tempo impiegata per dedicarsi a tali compiti è ingente. Abbiamo
spesso sentito parlare di sondaggi condotti per scoprire quanto
tempo si impiega per radersi, fare il bagno, prendersi cura dei
propri capelli, della pelle, delle mani. I risultati di tali inchieste
sono incredibili, e rivelano quanto tempo prezioso sia consumato
da questi compiti quotidiani.
Nel corso delle nostre vite incontriamo molte persone. A casa,
in ufficio, per la strada o nel supermercato, vediamo molte persone
eleganti nella loro condizione migliore. È gente con i volti rasati,
i capelli e il corpo pulito, le camicie stirate, le scarpe ben lucidate.
Tuttavia, questa attenta cura della persona richiede tempo e sforzo.
Dal momento in cui ci si sveglia al mattino fino a quando si va
a dormire, bisogna impegnarsi in infiniti gesti di routine per tenersi
puliti e freschi. Appena ci svegliamo, il primo luogo che ci viene
in mente è la stanza da bagno; durante la notte, la proliferazione
dei batteri provoca un gusto cattivo e un odore sgradevole nella
bocca, che ci obbliga a lavarci i denti immediatamente. Però, per
essere pronti per la nuova giornata, le cose essenziali non si limitano
al semplice spazzolarsi i denti. Né è sufficiente lavarsi solo il
viso e le mani. Durante la giornata, i capelli diventano unti, e
il corpo diviene sporco. Di notte, nel mezzo di un sogno, può capitare
di non poter smettere di sudare. Come unico modo per sbarazzarsi
dagli odori corporali sgradevoli e dal sudore, si avverte il bisogno
urgente di una doccia. Diversamente, non sarebbe piacevole andare
a lavorare con i capelli unti e un cattivo odore che emana dal proprio
corpo.
La varietà dei materiali utilizzati per rendere il proprio corpo
sufficientemente pulito da potersi presentare agli altri è straordinariamente
ampia. Questo costituisce, certamente, una prova sufficiente degli
infiniti bisogni del corpo. Accanto all’acqua e al sapone, abbiamo
bisogno di molte cose per detergere il corpo: shampoo, balsamo per
capelli, dentifricio, collutorio, filo interdentale, batuffoli di
cotone, borotalco, crema per il viso, lozioni; la lista continua
ancora a lungo. Accanto a queste cose essenziali, centinaia di altri
prodotti per migliorare la cura del corpo vengono prodotti nei laboratori.
Come accade per la cura corporea, ognuno deve anche trascorrere
una considerevole quantità di tempo a tenere puliti gli abiti, la
casa, l’ambiente. Certo non ci si può mantenere puliti se non si
sta in un ambiente pulito.
In breve, c’è una determinata parte della vita che viene trascorsa
unicamente per andare incontro ai bisogni del corpo. Per di più,
abbiamo bisogno di molti prodotti chimici a questo scopo. Allah
ha creato l’uomo con molte debolezze, ma Egli gli ha anche fornito
i metodi per dissimulare temporaneamente queste debolezze e per
mantenersi in tal modo in buone condizioni, senza che le altre persone
si accorgano di queste debolezze. D’altronde, l’uomo è dotato di
sufficiente intelligenza per scoprire il modo migliore di mascherare
le sue debolezze. Se siamo negligenti nell’applicare questi metodi
per rimanere puliti e freschi potremmo iniziare, in breve tempo,
ad apparire repellenti.
Inoltre, non si può rimanere puliti per molto tempo. Dopo poche
ore, del ristoro che troviamo in una doccia non resta nulla: possiamo
restare puliti soltanto per un tempo relativamente breve. Dobbiamo
fare la doccia almeno una volta al giorno. Allo stesso modo, dobbiamo
lavarci i denti in modo regolare: i batteri riportano velocemente
la bocca nelle condizioni di prima. Una donna che passa ore a truccarsi
davanti allo specchio si sveglia la mattina dopo senza alcuna traccia
di quello splendido trucco sul viso. Anzi, se non lo rimuove nel
modo adeguato, il suo viso può apparire ancora peggiore, a causa
delle tracce dei cosmetici. Un uomo ben rasato ha bisogno di radersi
di nuovo, il mattino seguente.
È importante capire che tutti questi bisogni sono stati creati
per uno scopo specifico. Un esempio chiarisce questo punto: quando
la temperatura corporea si alza, noi sudiamo. L’odore che si accompagna
al sudore è fastidioso. Questo è un processo che non può essere
evitato da alcuna persona che vive in questo mondo. Tuttavia, non
è scontato! Ad esempio, le piante non sudano mai. Una rosa non puzza
mai, nonostante cresca nel terreno, si alimenti con il letame, e
resti in un ambiente polveroso e sporco. In qualunque condizione,
essa emana una fragranza delicata. Non è nemmeno necessario dire
che non ha bisogno di cure per il proprio corpo! Tuttavia, non importa
quali cosmetici vengano applicati alla pelle: pochi esseri umani
possono raggiungere un tale permanente profumo.
Oltre tutte le necessità del corpo relative all’igiene, anche la
nutrizione è essenziale per la salute. C’è un equilibrio delicato
di proteine, carboidrati, zuccheri, vitamine e vari minerali essenziali
per il corpo. Una volta che questo equilibrio viene compromesso,
può insorgere un grave danno nel funzionamento dei sistemi corporei:
il sistema immunitario perde le sue capacità di protezione, lasciando
il corpo debole ed esposto alla malattia. Perciò, la stessa attenzione
mostrata alla cura del corpo deve essere dedicata anche alla nutrizione.
Un requisito ancora più essenziale per la vita è sicuramente l’acqua.
Un uomo può sopravvivere per un certo periodo senza cibo, ma pochi
giorni senza acqua avranno conseguenze fatali. Tutte le funzioni
chimiche del corpo avvengono con l’aiuto dell’acqua; l’acqua è fondamentale
per la vita.
Tutte quelle che abbiamo menzionato sono le debolezze che una persona
può osservare sul suo proprio corpo. Tuttavia, resta una domanda:
siamo tutti consapevoli che si tratti di debolezze? Oppure pensiamo
che esse siano 'naturali', dal momento che gli esseri umani in tutto
il mondo hanno questi punti deboli? Comunque, dovremmo tenere a
mente che Allah avrebbe potuto creare l’uomo perfetto, senza alcuna
di queste debolezze. Ogni essere umano avrebbe potuto essere pulito
e profumato come una rosa. Nonostante ciò, le lezioni che traiamo
da tale realtà conducono in seguito alla saggezza, chiamandoci alla
chiarezza della mente e alla consapevolezza; l’uomo, considerando
le proprie debolezze alla luce della presenza di Allah, dovrebbe
capire che egli è stato creato, e tentare di condurre una vita onorevole
come servo di Allah.
Quindici anni senza "coscienza"Ogni
persona deve trascorrere una parte della sua giornata dormendo.
Non importa quanto lavoro abbia da fare, o quanto si sforzi per
evitare di addormentarsi, è inevitabile che egli prenda sonno e
che resti a letto per almeno un quarto della giornata. Dunque, l’uomo
è cosciente soltanto per diciotto ore al giorno; trascorre il resto
del tempo – almeno sei ore al giorno, in media – in stato di completa
incoscienza. Quando valutiamo il fatto da questo punto di vista,
ci imbattiamo in una realtà sbalorditiva: un quarto di una vita
media di 60 anni viene trascorso nella totale incoscienza.
Abbiamo, dunque, un’alternativa al sonno? Cosa accadrebbe ad una
persona che dicesse “Non voglio dormire”?
Primo, gli occhi si arrossano e il colorito della pelle diviene
pallido. Se la mancanza di sonno si prolunga, ne risulta la perdita
della coscienza.
La chiusura degli occhi e l’incapacità di focalizzare l’attenzione
sono le fasi iniziali dell’addormentarsi. Questo è un processo inevitabile,
e chiunque, bello o brutto, ricco o povero, è soggetto allo stesso
processo.
Come quando si muore, appena prima del sonno il corpo comincia
a diventare insensibile al mondo esterno e non dà risposta ad alcuno
stimolo. I sensi che poco prima erano eccezionalmente acuti iniziano
a mancare. Nel frattempo, le percezioni sono alterate. Il corpo
riduce tutte le funzioni al minimo, portando al disorientamento
spaziale e temporale, e a movimenti corporei rallentati. Questa
condizione è, in un certo senso, una forma diversa di morte, che
viene definita come lo stato in cui l’anima lascia il corpo. Senza
dubbio, mentre dorme, il corpo giace nel letto, mentre lo spirito
sperimenta vite del tutto differenti in luoghi completamente diversi.
Nei sogni ci si può benissimo percepire su una spiaggia in un caldo
giorno d’estate, inconsapevoli di essere a letto addormentati. Anche
la morte ha la stessa apparenza esteriore: essa separa l’anima dal
corpo che essa usa in questo mondo, e la trasporta in un altro mondo,
in un altro corpo. Per questo motivo Allah, nel Corano, la sola
autentica rivelazione rimasta che guida l’umanità verso la vera
via, ci ricorda più volte la somiglianza del sonno con la morte.
Nella notte è Lui che vi richiama, e sa quello
che avete fatto durante il giorno, e quindi vi risveglia finché
non giunga il termine stabilito. Ritornerete a Lui e vi mostrerà
quello che avete operato (Surat al-An'am: 60).
Allah accoglie le anime al momento della morte
e durante il sonno. Trattiene poi quella di cui ha deciso la morte
e rinvia l'altra fino ad un termine stabilito. In verità in ciò
vi sono segni per coloro che riflettono (Surat az-Zumar: 42).
Completamente deprivata di tutte le funzioni dei sensi, in altre
parole “in un sonno mortale”, una persona trascorre fino ad un terzo
della propria vita dormendo. Tuttavia, l’uomo riflette poco su questo
fatto, non rendendosi conto di lasciarsi alle spalle ogni cosa che
si considera importante in questo mondo. Un esame importante, grandi
somme di denaro perdute in Borsa, o un piccolo problema personale,
in breve qualsiasi cosa che sembri essere di cruciale importanza
durante il giorno scompare quando ci si addormenta. Ciò significa,
semplicemente, non avere più assolutamente alcuna relazione con
il mondo.
Tutti gli esempi fin qui presentati offrono un’idea chiara della
brevità della vita e dell’ingente quantità di tempo trascorso in
compiti routinari “obbligatori”. Quando sottraiamo il tempo che
si dedica a tali compiti, ci rendiamo conto di quanto pochi siano
i momenti che restano per le cosiddette gioie della vita. Guardandoci
indietro, restiamo meravigliati di quanto tempo abbiamo speso per
il nutrimento, la cura del corpo, il sonno, o l’impegno profuso
per ottenere migliori condizioni di vita.
Senza dubbio, vale la pena di riflettere sul computo del tempo
che trascorriamo impegnati in compiti di routine necessari alla
sopravvivenza. Come abbiamo già detto, almeno quindici o vent’anni
di una vita di sessanta si trascorrono dormendo. I cinque o dieci
anni iniziali dei restanti quaranta o quarantacinque, in ogni caso,
sono quelli dell’infanzia, un altro periodo che si passa quasi in
uno stato di incoscienza. In altre parole, un uomo di sessant’anni
avrà trascorso forse metà della sua vita privo di coscienza. Per
quanto riguarda l’altra metà della vita, sono disponibili molte
statistiche. Queste cifre, ad esempio, includono il tempo impiegato
per preparare i pasti, per mangiare, per fare il bagno o quello
che passiamo intrappolati negli ingorghi del traffico. Questa lista
può essere estesa ulteriormente. In conclusione, ciò che rimane
di una "lunga" vita sono solo tre o cinque anni. Qual
è l’importanza di una vita così breve, in confronto a quella eterna?
A questo punto, è giusto che si spalanchi un enorme abisso tra
quelli che hanno fede e i miscredenti. I miscredenti, credendo che
l’unica vita sia qui su questa terra, lottano per ottenere il meglio
da essa. In realtà, questi sono sforzi inutili: questo mondo ha
breve durata, e la vita in esso è irta di “debolezze”. Inoltre,
dal momento che il non credente non ripone la propria fede in Allah,
egli vive una vita tormentata, carica di preoccupazioni e di paure.
Quelli che hanno fede, dall’altra parte, trascorrono le loro vite
ricordando Allah, e riconoscendo la Sua presenza in ogni istante,
durante tutte le occupazioni noiose e secondarie della cura del
corpo, della nutrizione, del bere, dello stare in piedi, sedersi,
coricarsi per dormire, della ricerca dei mezzi di sussistenza, eccetera.
Essi dedicano le loro vite solo ad ottenere la soddisfazione di
Allah, e vivono dunque esistenze pacifiche, completamente protette
da tutte le tristezze e le paure del mondo. In conclusione, essi
ottengono il paradiso, un luogo di felicità eterna. Similmente,
lo scopo ultimo della vita è dichiarato in questo versetto:
Verrà chiesto a quelli che temevano Allah: “Cos'è
quel che ha fatto scendere il vostro Signore?”.Risponderanno:
“Il bene più grande!”. Coloro che fanno il bene avranno il bene
in questa vita, ma la dimora dell'altra vita è certo migliore!
Quanto deliziosa sarà la dimora dei timorati; Entreranno nei Giardini
dell'Eden dove scorrono i ruscelli e avranno quello che desidereranno.
Così Allah compensa coloro che [Lo] temono (Surat an-Nahl: 30-31)
Le malattie e gli incidenti
Anche le malattie ricordano all’uomo quanto egli sia vulnerabile
alla debolezza. Il corpo, molto protetto contro tutti i tipi di
minacce esterne, viene gravemente prostrato da semplici virus, agenti
patogeni invisibili ad occhio nudo. Questo processo sembra irragionevole,
poiché Allah ha provvisto il corpo di sistemi molto completi, specialmente
il sistema immunitario, che può essere descritto come un “esercito
vittorioso” sui nemici. Tuttavia, nonostante la forza e le difese
del corpo, le persone, spesso, si ammalano. Esse riflettono poco
sul fatto che, se Allah ha fornito il corpo di sistemi così eccellenti,
avrebbe potuto non permettere che gli agenti patogeni causassero
la sofferenza. Virus, microbi o batteri avrebbero potuto non attaccare
il corpo, oppure questi piccoli “nemici” avrebbero potuto non essere
mai esistiti. Eppure, ancora oggi, chiunque può benissimo rimanere
vittima di una grave malattia che ha origine da cause insignificanti.
Ad esempio, un singolo virus che entra nel corpo attraverso un piccolo
taglio della pelle può, in breve tempo diffondersi all’intero corpo,
prendendo il controllo degli organi vitali. Nonostante la tecnologia
avanzata, un semplice virus dell’influenza può diventare una minaccia
mortale per un gran numero di persone. La storia è stata spesso
testimone di casi di influenza che hanno addirittura cambiato le
strutture demografiche dei paesi. Per esempio, nel 1918, venticinque
milioni di persone morirono di influenza. Similmente, nel 1995,
un’epidemia si portò via trentamila vite, e le perdite più gravi
si concentrarono in Germania.
Le malattie, come quelle
che sono illustrate qui di seguito, sono spesso prove
di Allah. Tali incidenti sono opportunità rare, per i
credenti, per mostrare la loro pazienza e la loro devozione
ad Allah. Tuttavia, quelli che limitano la loro comprensione
soltanto a questo mondo difficilmente comprendono questo
segreto essenziale.
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A tutt’oggi, il pericolo perdura: un virus può colpire in qualsiasi
momento, e diventare facilmente una minaccia per la vita di chiunque;
oppure una malattia rara può ricomparire dopo essere rimasta latente
per quasi vent’anni. Accettare tutti questi eventi come fenomeni
naturali, senza riflettere su di essi, sarebbe un grave errore.
Allah dà all’umanità le malattie per uno scopo specifico. In questo
modo, coloro che sono arroganti possono trovare l’opportunità di
scoprire la portata davvero limitata del proprio potere. In più,
questo è un buon modo per capire la vera natura di questa vita.
Oltre alle malattie, anche gli incidenti costituiscono una grave
minaccia per l’uomo. Ogni giorno i quotidiani riportano titoli riguardanti
degli incidenti stradali. Gli incidenti costituiscono anche una
parte notevole delle notizie comunicate dalla radio e dalla televisione.
Però, nonostante tale familiarità con gli incidenti, noi non pensiamo
mai che potremmo avere un incidente in qualsiasi momento. Ci sono
migliaia di fattori, intorno a noi, che potrebbero deviare improvvisamente
il corso della nostra vita. Si può perdere l’equilibrio e cadere
in mezzo alla strada, ad esempio. Da un incidente così banale potrebbero
derivare un’emorragia cerebrale o una gamba rotta; oppure, mentre
si cena, si potrebbe morire soffocati da una lisca di pesce. Le
cause possono sembrarci banali, ma ogni giorno migliaia di persone
in tutto il mondo hanno degli incidenti come questi, che sono difficili
da immaginare.
Questi fatti dovrebbero farci comprendere la futilità della devozione
verso questo mondo, e portarci a concludere che ogni cosa che ci
è stata data non è altro che un dono temporaneo, con lo scopo di
metterci alla prova in questo mondo. È incomprensibile come un essere
umano, pur incapace di combattere un virus invisibile, osi mostrare
arroganza nei confronti di Allah.
Certamente é Allah che ha creato l’uomo, ed Egli è Colui che lo
protegge da tutti i pericoli. Sotto questo aspetto, gli incidenti
e le malattie ci mostrano chi siamo noi. Non importa quanto una
persona creda di essere potente: a meno che questo non sia la volontà
di Allah, una persona non può evitare che un disastro accada. Allah
crea tutte le malattie e altre situazioni critiche per ricordare
all’uomo la sua debolezza.
Questo mondo è un luogo creato da Allah per mettere l’uomo alla
prova. Ognuno ha la responsabilità di cercare di ottenere la Sua
soddisfazione. Alla fine di questa prova, coloro che hanno una conoscenza
chiara e unitaria di Allah, che non Gli attribuiscono compagni e
obbediscono alle Sue proibizioni e ai Suoi ordini abiteranno il
paradiso per tutta l’eternità. Quelli che non rinunciano alla propria
arroganza, e preferiscono questo mondo e i loro desideri, perderanno
per questo una vita eterna di beatitudine e di tranquillità in cambio
della sofferenza eterna, e non saranno mai liberi dai problemi,
dalla debolezza e dalla tristezza, sia in questo mondo, sia nell’Aldilà.
Le conseguenze di malattie ed incidenti
Come detto in precedenza, le malattie e gli incidenti sono gli
eventi per mezzo dei quali Allah mette l’uomo alla prova. Trovandosi
di fronte ad un incidente, una persona di fede si rivolge immediatamente
ad Allah, pregando e cercando rifugio in Lui. Egli è ben consapevole
che nulla e nessuno tranne Allah lo può salvare dal dolore. Nel
Corano, il profeta Abramo viene lodato per il suo comportamento
esemplare. La sua sincera preghiera dovrebbe essere ripetuta da
tutti i credenti. Nel Corano si racconta quanto segue:
“Colui che mi nutre e mi dà da bere, Colui che,
quando sono malato, mi guarisce, Colui che mi farà morire e mi
ridarà la vita” (Surat ash-Shu'ara: 79-81).
Il profeta Giobbe, d’altra parte, offre un buon esempio per tutti
i credenti, per il modo in cui cercò la pazienza soltanto in Allah
quando fu messo di fronte ad un’amara infermità:
E ricorda il Nostro servo Giobbe, quando chiamò
il suo Signore: “Satana mi ha colpito con disgrazia e afflizioni”
(Surat Sad: 41).
Tale sofferenza rafforza la lealtà dei credenti verso il loro Creatore
e li rende maturi. Ecco perché ogni sofferenza è una "fortuna".
I miscredenti, da parte loro, percepiscono ogni tipo di incidente
e di malattia come una "sfortuna". Non comprendendo che
ogni cosa è creata per uno scopo specifico, e che la pazienza mostrata
durante le tribolazioni verrà ricompensata nell’Aldilà, i miscredenti
vanno incontro ad una grande pena. Dal momento che, in un sistema
che si fonda sulla negazione dell’esistenza di Allah, le persone
adottano un punto di vista materialistico, la malattia e gli incidenti
portano senza dubbio altre sofferenze a coloro che sono privi della
fede. Dai valori e dai punti di vista morali della società materialista
consegue che, dopo un incidente o una malattia, ciò a cui di solito
si va incontro è la sparizione improvvisa degli ‘amici’ intimi,
anche se non sono morti. Questo atteggiamento viene assunto semplicemente
perché essi possono avvertire come una sofferenza la propria amicizia
nei confronti di una persona che soffre, o il prendersene cura.
Non importa quanto amore e quanto interessamento egli abbia dimostrato
nei “bei vecchi tempi”: una volta che qualcuno si ammala – ad esempio,
è costretto a letto – o diventa invalido, tutto l’affetto che si
può aver provato verso di lui svanisce. Un’altra ragione che porta
la gente a cambiare è la perdita del bell’aspetto o di determinate
capacità. Il che è, del resto, ciò che ci si attende dalla società
materialista, dato che in tale società le persone valutano gli altri
in base al loro aspetto esteriore. Di conseguenza, quando compare
un difetto fisico, il valore che si attribuiva a quella persona
diminuisce anch’esso.
Ad esempio, il coniuge o i parenti stretti di una persona fisicamente
inabile cominciano immediatamente a lamentarsi delle difficoltà
che comporta il prendersi cura di una persona invalida. Essi si
lagnano spesso di quanto sono sfortunati. Molti dichiarano di essere
ancora molto giovani, e che non meritavano di essere messi di fronte
ad un tale disastro. Questo è soltanto un modo per autogiustificarsi
del fatto di non dedicare la dovuta cura e attenzione al proprio
parente infermo. Alcuni, d’altra parte, assistono i malati o gli
invalidi solo perché hanno paura di ciò che gli altri potrebbero
pensare di loro nel caso che li abbandonassero. Solo i pettegolezzi,
che tendono a diffondersi, impediscono loro di adottare tale comportamento.
In tali periodi di difficoltà, le promesse di lealtà fatte durante
giorni più felici vengono rimpiazzate improvvisamente da sentimenti
egoistici.
Tali eventi non dovrebbero sorprenderci, in una società in cui
alcune forme di comportamento, come la lealtà, vengono esternate
soltanto quando ne deriva un beneficio. Senza dubbio, in una società
dove i criteri materialistici sono ben stabiliti e, cosa più importante,
dove la gente non teme Allah, è impossibile aspettarsi che una persona
resti costantemente fedele a qualcun altro senza ottenere nulla
in cambio. Dopo tutto, non possiamo aspettarci che qualcuno sia
sincero e onesto verso gli altri, se egli non crede che riceverà
una punizione per non essersi comportato in un determinato modo,
o che sarà ricompensato per averlo fatto. Questo comportamento viene
considerato “idiota” in una società materialista: questo perché
non ha senso mostrare lealtà verso qualcuno che cesserà di esistere
per tutta l’eternità, quando la morte si abbatterà su di lui, probabilmente
nel giro di qualche decennio. Considerando la situazione in un sistema
nel quale entrambe le parti sono convinte che vivranno per un tempo
breve e poi moriranno, una tale mentalità appare ragionevole. Perché,
quindi, non dovrebbero preferire il modo più confortevole e semplice
di fare le cose?
Tuttavia, i fatti stanno diversamente. Quelli che hanno fiducia
in Allah, che, al Suo cospetto, sono consapevoli delle proprie debolezze
e Lo temono, valutano le altre persone nel modo che Allah vuole.
La caratteristica più preziosa di una persona che è consapevole
della presenza di Allah è il timore, il rispetto e di conseguenza
il nobile comportamento che egli mostra e che ha origine dalle sue
qualità. Se colui che teme Allah dimostra la perfezione morale in
questo mondo, egli otterrà la perfezione fisica e mentale per l’eternità.
Se si è consapevoli di questo fatto, i difetti fisici di questo
mondo perdono tutto il proprio significato. Questa è la promessa
di Allah ai credenti. Questa è anche la ragione principale per cui
i credenti mostrano rispetto e affetto uno verso l’altro e considerazione
per i difetti fisici degli altri, e dimostrano una devozione vicendevole
che dura per tutta la vita.
Questo grande divario tra i credenti e i non credenti, e i diversi
stati d’animo che essi provano, sono molto importanti. Mentre il
rancore e la rabbia vengono sradicati dal cuore dei credenti, e
al loro posto prevalgono la pace e la sicurezza, i sentimenti di
disillusione, insoddisfazione e infelicità creano stati d’animo
angosciosi per coloro che non hanno fede. Questa sembra essere una
punizione proveniente dalla società materialistica che circonda
i miscredenti, ma, in realtà, è una sventura che Allah fa ricadere
su quelli che non credono. Quelli che pensano che non saranno giudicati
per i loro misfatti resteranno sbalorditi nel giorno del giudizio,
quando le loro cattive azioni – la crudeltà, l’incredulità, e la
slealtà – verranno giudicate:
I miscredenti non credano che la dilazione che
accordiamo loro sia un bene per essi. Se gliela accordiamo, è
solo perché aumentino i loro peccati. Avranno un castigo avvilente
(Surat Ali-'Imran: 178).
L’età avanzata
Gli effetti distruttivi del trascorrere degli anni sono osservabili
sul nostro corpo. Quando gli anni passano, il corpo, la proprietà
più preziosa di cui l’uomo dispone, va incontro a un processo irreversibile
di distruzione. I cambiamenti che un essere umano sperimenta nel
corso della sua vita sono esposti nel Corano come segue:
Allah è Colui che vi ha creati deboli e quindi
dopo la debolezza vi ha dato la forza e dopo la forza vi riduce
alla debolezza e alla vecchiaia. Egli crea quello che vuole, Egli
è il Sapiente, il Potente (Surat ar-Rum: 54).
Gli anni dell’età avanzata sono il periodo più trascurato nei piani
che un adulto fa per il futuro, tranne per quanto riguarda gli sforzi
ansiosi di accantonare denaro per la pensione di vecchiaia. Indubbiamente,
poiché questo periodo della vita avvicina alla morte, la gente,
di solito, sviluppa un atteggiamento imbarazzato nei suoi confronti.
Quando qualcuno cerca di parlare della vecchiaia, gli altri si sentono
a disagio, e tentano di sviare il discorso da questo “spiacevole”
argomento appena è loro possibile. La routine della vita quotidiana
è anche un buon modo per allontanare il pensiero di questi anni
potenzialmente penosi della vita. Così, tale pensiero viene rinviato
fino al giorno in cui, inevitabilmente, ci si ritrova vecchi. Senza
dubbio, la ragione principale di un simile atteggiamento è l’idea
che una persona abbia a disposizione un tempo infinito prima di
trovarsi di fronte alla morte. Questo diffuso fraintendimento viene
descritto nel Corano:
In effetti concedemmo a loro e ai loro avi un
godimento effimero finché non furono longevi (Surat al-Anbiya:
44).
Questa idea sbagliata conduce spesso a grandi sofferenze. Ciò semplicemente
perché, non importa quanti anni una persona abbia, l’unico possesso
reale che le resta del suo passato sono dei ricordi indistinti.
Ci si ricorda a stento dell’infanzia. È difficile perfino ricordare
esattamente ciò che è successo negli ultimi dieci anni. Le più grandi
ambizioni di un giovane, le decisioni importanti e gli obiettivi
per i quali ci si impegna maggiormente, tutto perde il suo significato
una volta che è stato già vissuto e concluso. Questa è la ragione
per cui raccontare la storia di una “lunga” vita è uno sforzo vano.
Questo fatto dovrebbe sollecitare l’uomo, che sia un adolescente
o un adulto, a prendere decisioni importanti per la propria vita.
Ad esempio, se si hanno quarant’anni, e ci si aspetta di vivere
più o meno fino ai sessantacinque – e di questo non si ha alcuna
garanzia – questi venticinque anni restanti passeranno sicuramente
veloci come i precedenti quaranta. La stessa cosa risulta vera anche
se la vita si prolunga molto oltre, dal momento che i trenta o quarant’anni
restanti passeranno, allo stesso modo, prima che ce ne accorgiamo.
Questo, certamente, è un ammonimento perpetuo sulla vera natura
di questo mondo. Un giorno, ogni anima viva su questa terra lascerà
questo mondo, senza ritorno.
Di conseguenza, l’uomo dovrebbe mettere da parte i propri pregiudizi
ed essere più realista a proposito della sua vita. Il tempo passa
molto velocemente, e ogni giorno porta con se una nuova debolezza
fisica e una mente più annebbiata, piuttosto che un fresco dinamismo
e un aspetto più giovanile. In breve, invecchiare è una manifestazione
dell’incapacità dell’uomo di controllare il proprio corpo, la propria
vita e il proprio destino. Gli effetti avversi del tempo sul corpo
diventano visibili durante questo periodo. Allah ci rende consapevoli
di questo nel seguente versetto:
Allah vi ha creato, poi vi farà morire. Qualcuno
di voi sarà condotto fino all’età decrepita, tale che nulla sappia
dopo aver saputo. Allah è sapiente, potente (Surat an-Nahl: 70).
In medicina, la vecchiaia avanzata viene chiamata anche
“la seconda infanzia”. Pertanto, durante questo tardo stadio della
vita, le persone anziane, proprio come i bambini, hanno bisogno
di attenzioni, dal momento che le loro funzioni corporali e mentali
vanno incontro a determinate alterazioni.
Quando una persona invecchia, le caratteristiche fisiche e spirituali
tipiche dell’infanzia si fanno più evidenti. Le persone anziane
non riescono più a compiere molte attività che richiedono forza
fisica. Cambiamenti nelle capacità di giudizio, pensiero alterato,
difficoltà nel camminare, nel mantenimento dell’equilibrio e dell’eloquio,
impedimenti, diminuzione della memoria e perdita graduale della
stessa, e cambiamenti dell’umore e del comportamento sono soltanto
alcuni sintomi delle malattie che si riscontrano comunemente nell’età
avanzata.
In breve, dopo una certa età, le persone spesso regrediscono ad
uno stato di dipendenza infantile, sia dal punto di vista fisico
che mentale.
La vita inizia e finisce in uno stato infantile. Questo, evidentemente,
non è un processo casuale. Sarebbe stato possibile far sì che l’uomo
rimanesse giovane fino alla morte. Tuttavia Allah ricorda all’uomo
la natura effimera di questo mondo, facendo in modo che la qualità
della sua vita si deteriori quando si giunge a un certo stadio dell’esistenza.
Questo processo serve da chiaro promemoria del fatto che la vita
scivola via. Allah spiega questo argomento nel verso seguente:
O uomini, se dubitate della Resurrezione, sappiate
che vi creammo da polvere e poi da sperma e poi da un'aderenza
e quindi da pezzetto di carne, formata e non formata - così Noi
vi spieghiamo - e poniamo nell'utero quello che vogliamo fino
a un termine stabilito. Vi facciamo uscire lattanti per condurvi
poi alla pubertà. Qualcuno di voi muore e altri portiamo fino
all'età decrepita, tanto che non sanno più nulla, dopo aver saputo.
Vedrai [alla stessa maniera] la terra disseccata che freme e si
gonfia quando vi facciamo scendere l'acqua e lascia spuntare ogni
splendida specie di piante (Surat al-Hajj: 5).
I problemi fisici legati all’età
Non importa quanti soldi si abbiano, o quanto buona sia la salute
di una persona: chiunque, alla fine, andrà incontro alle invalidità
e agli altri problemi legati all’età, alcuni dei quali vengono qui
di seguito descritti.
La pelle è senz’altro un elemento importante che determina l’aspetto
fisico di una persona. Essa è una componente essenziale della bellezza.
Quando un frammento di pochi millimetri quadrati viene rimosso,
inevitabilmente rimane un segno che gli schizzinosi trovano fastidioso.
Questo avviene soltanto perché, oltre ad offrire protezione dalle
minacce esterne, la pelle fornisce anche un aspetto liscio e armonioso
al corpo: questa è, senza dubbio, una funzione piuttosto importante
della pelle. Dopo tutto, se qualcuno si considera di bell’aspetto,
è soltanto perché la sua pelle, un pezzo di carne che pesa in totale
circa due chili, copre il suo corpo. Eppure, sorprendentemente,
questo è l’unico organo che appare visibilmente danneggiato quando
si invecchia.
Quando una persona invecchia, la pelle perde la sua struttura elastica,
poiché le proteine strutturali che costituiscono lo “scheletro”
dei suoi strati profondi diventano sensibili e deboli. Questa è
anche la causa della comparsa di rughe e segni sul viso, un incubo
per molte persone. Il funzionamento delle ghiandole sebacee nello
stato più esterno della pelle rallenta, causando una secchezza acuta.
Con il tempo, il corpo viene esposto alle influenze esterne, poiché
la permeabilità della pelle aumenta. In conseguenza di questo processo,
le persone anziane soffrono seriamente di disturbi del sonno, di
ferite superficiali, e di un prurito chiamato “il prurito della
vecchiaia”. Analogamente, si verificano danni agli strati inferiori
della pelle. Il rinnovamento del tessuto cutaneo e il meccanismo
dello scambio di sostanze, smettono in gran parte di funzionare,
spianando la strada allo sviluppo di tumori.
La fotografia che questa vecchia
signora tiene in mano è una di lei stessa, da giovane. |
Anche la solidità delle ossa ha una grande importanza per il corpo
umano. Lo sforzo di mantenere la postura eretta è raramente facile
per le persone anziane, mentre è molto più semplice per un giovane.
Camminando con una postura curva, la persona perde tutta la propria
elevatezza e arroganza, lasciando capire che non ha più la capacità
di esercitare il controllo sul proprio corpo. Perciò, questa è anche
una perdita “delle arie e della grazia”.
I sintomi dell’invecchiamento non si limitano a questi. Le persone
anziane sono più inclini a sviluppare una perdita di sensibilità,
dal momento che le cellule nervose dopo una certa età smettono di
rinnovarsi. Gli anziani soffrono di disorientamento spaziale, dovuto
all’indebolimento degli occhi di fronte all’intensità della luce.
Questo è molto importante, poiché significa un abbassamento della
vista: la nitidezza dei colori, la posizione degli oggetti, e le
loro dimensioni si annebbiano. Queste sono senz’altro situazioni
cui un anziano si adatta con difficoltà.
L’uomo avrebbe anche potuto non sperimentare mai la distruzione
fisica dell’invecchiamento: egli avrebbe potuto semplicemente rafforzarsi
e migliorare in salute nell’invecchiare. Anche se non abbiamo familiarità
con un tale modello, il vivere a lungo avrebbe potuto offrire opportunità
mai provate prima per condurre esistenze soddisfacenti sotto l’aspetto
personale e sociale. Il tempo avrebbe potuto migliorare la qualità
della vita, rendendola più godibile che mai. Invece, il sistema
stabilito come giusto per l’umanità intera è basato su una qualità
della vita che declina man mano che si invecchia.
Questa è un’ulteriore prova della natura temporanea di questo mondo.
Allah ci ricorda ripetutamente di questo fatto nel Corano, e ordina
ai credenti di pensarci sopra:
In verità questa vita è come un'acqua che facciamo
scendere dal cielo, e che si mescola alle piante della terra di
cui si nutrono gli uomini e gli animali. Quando la terra prende
i suoi ornamenti ed è rigogliosa di bellezza, i suoi abitanti
pensano di possederla ma giunge il Nostro decreto di giorno o
di notte e la rendiamo spoglia come se il giorno prima non fosse
fiorita. Così esplichiamo i Nostri segni a coloro che riflettono
(Surat Yunus: 24).
Dopo un certo periodo della vita durante il quale l’uomo si sente
fisicamente e mentalmente forte, e considera il mondo intero dal
proprio punto di vista, egli va incontro improvvisamente ad una
fase in cui perde molte delle cose di cui godeva in precedenza.
Questo processo è inevitabile e irreversibile. Questo è solo perché
Allah ha creato questo mondo come un luogo temporaneo nel quale
vivere, e lo ha fatto imperfetto perché ciò servisse a ricordarci
dell’Aldilà.
Lezioni che si ricavano dall’età avanzata di persone
famose
L’invecchiamento è inevitabile. Nessuno, senza eccezione, può risparmiarselo.
Tuttavia, veder invecchiare delle persone famose ha un effetto più
profondo su di noi, dato che il loro deterioramento fisico è chiaramente
osservabile. Essere testimoni dell’invecchiamento di persone molto
famose per il loro nome, ricchezza e bellezza ci ricorda sicuramente
la brevità e la scarsa importanza della vita terrena.
Ogni giorno è possibile osservare questo fatto in centinaia di
esempi intorno a noi. Una persona intelligente, sana e famosa, che
una volta era simbolo di bellezza e di successo, un giorno compare
sui quotidiani, sulle riviste e in televisione con un’invalidità
fisica o mentale. Questa è la fine che faremo quasi tutti. Tuttavia,
le celebrità occupano un posto speciale nella nostra mente; il modo
in cui invecchiano e perdono il proprio fascino colpisce più profondamente
le emozioni. Nelle pagine che seguiranno, vedrete delle fotografie
di alcuni personaggi famosi. Ognuno costituisce la prova più lampante
che non imposta quanto bello, giovane o affermato uno sia: la fine
inevitabile degli esseri umani è la vecchiaia.
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| Rita Hayworth |
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La morte dell’uomo
La vita scivola via un secondo dopo l’altro. Siete consapevoli
che ogni giorno vi porta più vicini alla morte, o che la morte è
vicina a voi tanto quanto lo è alle altre persone?
Come ci viene detto nel versetto “Ogni anima
dovrà provare la morte e poi sarete ricondotti verso di Noi”
(Surat al-‘Ankabut: 57), chiunque sia apparso su questa terra è
destinato alla morte. Senza eccezione, essi sono tutti morti, tutti.
Oggi riconosciamo appena le tracce di molte di queste persone che
sono scomparse. Quelli che vivono ora, e coloro che vivranno nel
futuro, incontreranno anch’essi la morte, in un giorno predestinato.
Nonostante ciò, può accadere che le persone considerino la morte
come un improbabile incidente.
Pensiamo a un bambino che ha appena aperto gli occhi al mondo e
a un uomo che sta per esalare l’ultimo respiro. Entrambi non hanno
alcuna influenza sulla propria nascita o sulla propria morte. Solo
Allah possiede il potere di ispirare il soffio di vita o di portarlo
via.
Tutti gli esseri umani vivranno fino a un certo giorno, poi moriranno;
Allah nel Corano dà un esempio dell’atteggiamento mostrato comunemente
nei confronti della morte nel versetto seguente:
Di' [loro, o Muhammad]: “Invero, la morte che
fuggite vi verrà incontro, quindi sarete ricondotti a Colui che
conosce l'invisibile e il palese, e vi informerà a proposito di
quel che avrete fatto” (Surat al-Jumu'ah: 8).
Molte persone evitano di pensare alla morte. Nel rapido susseguirsi
degli eventi quotidiani, una persona di solito si impegna in questioni
del tutto diverse: in quale università iscriversi, per quale ditta
lavorare, di che colore vestirsi l’indomani, cosa cucinare per cena;
questo è il genere di argomenti importanti che di solito prendiamo
in considerazione. La vita viene percepita come un susseguirsi di
routine di tali questioni insignificanti. I tentativi di parlare
della morte sono sempre interrotti da coloro che si sentono a disagio
a parlarne. Supponendo che la morte arriverà soltanto quando si
invecchia, non ci si vuole preoccupare di un argomento così spiacevole.
Tuttavia, bisognerebbe tenere a mente che vivere anche soltanto
per la prossima ora non è mai garantito. Ogni giorno, l’uomo è testimone
della morte di persone attorno a lui, ma pensa poco al giorno in
cui gli altri saranno testimoni della sua stessa morte. Egli non
pensa mai che una simile fine lo attende!
Nonostante ciò, quando la morte si presenta all’uomo, tutte le
“realtà” della vita svaniscono improvvisamente. Nessun ricordo dei
“bei vecchi tempi” dura in questo mondo. Pensate a tutto ciò che
siete capaci di fare adesso: si può battere le palpebre, muovere
il corpo, parlare, ridere, tutte queste sono funzioni di cui il
nostro corpo è capace. Ora pensate allo stato e all’aspetto che
il nostro corpo assumerà dopo la morte.
Dal momento in cui respirerete per l’ultima volta, non sarete altro
che un “ammasso di carne”. Il vostro corpo, silenzioso e immobile,
verrà trasportato all’obitorio. Là, sarà lavato per l’ultima volta.
Avvolto in un lenzuolo, il vostro cadavere sarà trasportato in una
bara fino al cimitero. Una volta che i vostri resti saranno nella
tomba, il suolo li ricoprirà. Questa è la fine della vostra storia.
D’ora in poi, sarete semplicemente uno dei nomi ricordati nel cimitero
da una lapide di marmo.
Durante i primi mesi o anni, la tomba verrà visitata frequentemente.
Man mano che il tempo passa, verranno meno persone. Dopo qualche
decennio, non ci sarà più nessuno.
Nel frattempo, i vostri familiari più stretti vedranno sotto un
altro aspetto la vostra morte. A casa, la vostra stanza e il letto
rimarranno vuoti. Dopo il funerale, poco di ciò che vi è appartenuto
sarà conservato in casa: la maggior parte dei vostri vestiti, delle
scarpe e del resto verrà donata a persone che ne hanno bisogno.
La vostra registrazione all’anagrafe verrà cancellata o archiviata.
Durante i primi anni, alcuni piangeranno per voi. Però, il tempo
consumerà i ricordi che avete lasciato. Dopo quaranta o cinquant’anni,
rimarranno solo poche persone a ricordarvi. Prima che sia trascorso
molto tempo, sopraggiungeranno nuove generazioni e nessuno della
vostra generazione esisterà più sulla terra. Che veniate ricordati
o meno, non avrà importanza per voi.
Mentre tutto questo starà accadendo nel mondo, il cadavere sotto
terra andrà incontro ad un rapido processo di decomposizione. Poco
dopo la sua deposizione nella tomba, i batteri e gli insetti che
proliferano nel cadavere grazie all’assenza di ossigeno inizieranno
a operare. I gas rilasciati da questi organismi gonfieranno il corpo,
a partire dall’addome, alterando la sua forma e il suo aspetto.
Una schiuma sanguinolenta uscirà dalla bocca e dal naso per la pressione
esercitata dai gas sul diaframma. Man mano che la decomposizione
procede, i peli del corpo, le unghie, le piante dei piedi e i palmi
delle mani cadranno. Insieme a queste alterazioni esterne del corpo,
gli organi interni come i polmoni, il cuore e il fegato decadranno
anch’essi. Nello stesso tempo, la scena più orribile avrà luogo
nell’addome, ove la pelle non potrà più sopportare la pressione
dei gas e improvvisamente si lacererà, diffondendo un odore disgustoso
e insopportabile. A partire dal cranio, i muscoli si distaccheranno
dalle loro sedi. La pelle e i tessuti molli saranno completamente
disintegrati. Il cervello si decomporrà e comincerà ad assomigliare
ad argilla. Questo processo continuerà fino a che l’intero corpo
sarà ridotto ad uno scheletro.
Non c’è possibilità di ritornare alla vita di una volta. Sedersi
a tavola con i propri familiari, socializzare o avere un lavoro
onorevole non sarà più possibile.
In breve, l’“ammasso di carne e ossa” al quale conferiamo un’identità
va incontro ad una fine davvero orribile. D’altra parte, voi – o
piuttosto, le vostre anime – lascerete i vostri corpi non appena
esalato l’ultimo respiro. Il ricordo di voi – del vostro corpo –
andrà a far parte del suolo.
Si, ma qual è la ragione per cui succedono tutte queste cose?
Se Allah non lo avesse voluto, i corpi non si sarebbero mai decomposti
in quel modo. Il fatto che questo succeda racchiude effettivamente
in sé un messaggio molto importante.
La terribile fine che attende l’uomo dovrebbe portarlo a riconoscere
che egli stesso non è un corpo, ma un’anima racchiusa in un corpo.
In altre parole, l’uomo dovrebbe riconoscere di avere un’esistenza
al di là del suo corpo. Inoltre, l’uomo dovrebbe essere consapevole
della morte del suo corpo, che invece cerca di possedere come se
dovesse restare in eterno in questo mondo temporale. In ogni caso
questo corpo, che egli reputa così importante, si decomporrà e sarà
divorato dai vermi un giorno, e infine ridotto ad uno scheletro.
Quel giorno potrebbe giungere molto presto.
La morte vi coglierà ovunque sarete,
foss'anche in torri fortificate"...
(Sura 4:78 – an-Nisa)
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Prima che inizi la corruzione del cadavere
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Gli occhi diventano viola dopo la morte
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| Un cadavere bruciato |
Un cadavere divorato dai vermi nella tomba
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Nonostante tutte queste evidenze di fatto, l’atteggiamento mentale
dell’uomo tende a non dare importanza a ciò che non gli piace o
che non vuole. L’uomo è anche incline a negare l’esistenza di cose
con cui evita di confrontarsi. Questa tendenza sembra essere più
evidente quando l’argomento è la morte. Solo un funerale o la morte
improvvisa di un parente stretto riportano alla mente questa realtà.
Quasi tutti consideriamo la morte lontana da noi. L’idea è che coloro
che muoiono nel sonno o in un incidente sono persone diverse, e
che ciò che succede loro non ci riguarderà mai! Ognuno pensa che
sia troppo presto per morire, e crede di avere sempre davanti a
sé molti anni da vivere.
Tuttavia, molto probabilmente, le persone che muoiono sulla strada
andando a scuola o affrettandosi per partecipare a una riunione
di lavoro condividevano lo stesso pensiero. Probabilmente, essi
non avevano mai pensato che i quotidiani del giorno dopo avrebbero
pubblicato la notizia della loro morte. È tutto verosimile che voi,
mentre leggete queste righe, non vi aspettiate comunque di morire
poco dopo averle finite, o nemmeno prendiate in considerazione l’idea
che ciò possa accadere. Probabilmente sentite che è troppo presto
per morire, perché ci sono molte cose da fare prima. Tuttavia, questo
significa soltanto evitare il pensiero della morte e questi sforzi
di fuggirne sono soltanto vani:
Dì [loro]: “La fuga non vi sarà utile. Se fuggite
la morte o l’essere uccisi, non avrete altro che breve gioia”
(Surat al-Ahzab: 16).
L’uomo, che viene creato solo, dovrebbe essere consapevole
che morirà anche solo. Eppure, nel corso della sua vita, egli vive
quasi schiavo di ciò che possiede. Il suo unico scopo nella vita
diventa quello di avere di più. Tuttavia, nessuno può portare i
suoi beni con sé nella tomba. Il corpo è sepolto avvolto in un lenzuolo
fatto del più economico dei tessuti. Il corpo giunge solo in questo
mondo, e se ne va nello stesso modo. Il solo possesso che l’uomo
può portare con sé quando muore è la sua fede o la sua miscredenza.
xx
1. A.Maton,
J.Hopkins, S.Johnson, D.LaHart, M.Quon Warner, J.D.Wright, Human
Biology and Health, Prentice Hall, New Jersey, p. 59
2. J.A.C. Brown, Medical and Health Encyclopaedia, Remzi Publishing,
Istanbul, p. 250 
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