l mondo
è tutt’altro che un luogo sereno e tranquillo. Noi tutti siamo vulnerabili
nei confronti delle minacce naturali, sia interne che esterne. Le
piogge di meteoriti e gli asteroidi sono solo alcuni dei fattori
che sono in grado di costituire, dallo spazio, una minaccia per
il mondo. Quanto alla Terra, che è apparentemente solida, ha nel
suo interno un nucleo centrale costituito da elementi fusi. Non
sarebbe certo un’esagerazione chiamare questa parte della Terra,
che rimane invisibile ai nostri occhi, "un nucleo infuocato".
Esiste anche un’atmosfera che circonda la terra, che è uno "scudo"
contro le minacce esterne. Tuttavia, nessuna parte della terra è
immune agli effetti delle forze atmosferiche, come i temporali,
le tempeste, o gli uragani.
La
scintilla provocata da un piromane nel canyon riarso
sopra Laguna Beach, in California, innescò il peggiore
incendio urbano del 1993. L’inferno diede fuoco a qualcosa
come 14,000 acri e 441 case. Il quartiere di Mystic
Hills fu il più colpito, con 286 case ridotte in cenere..3
I pericoli naturali possono colpire in qualsiasi momento. Essi
possono causare una ingente perdita di vite e di ricchezze. I terremoti,
i fulmini, le alluvioni, i grandi incendi boschivi, le piogge acide,
le onde di marea, a cui in genere ci si riferisce come a disastri
“naturali”, hanno intensità ed effetti differenti. Ciò che accomuna
tutti questi disastri è che in pochi istanti, essi possono ridurre
una città, con tutti i suoi abitanti, alla rovina. E soprattutto,
nessun essere umano ha il potere di combattere o di prevenire alcuni
di questi pericoli.
La conseguenza delle catastrofi naturali, su tutto il pianeta,
è una grave distruzione. Però, un disastro colpisce sempre una sola
particolare regione della Terra, grazie al delicato equilibrio della
natura, che è una creazione di Allah. Per tutti gli esseri viventi,
così come per gli esseri umani, esiste una significativa protezione
sulla terra. Nonostante questa protezione, la possibilità di un
disastro naturale devastante è sempre in agguato. Allah crea questi
disastri per mostrarci quanto, a volte, può essere insicura la nostra
dimora. Queste esplosioni della natura ricordano a tutta l’umanità
che noi non abbiamo alcun controllo sul pianeta. Analogamente, ogni
disastro assolve al proprio scopo di ricordarci della nostra intrinseca
debolezza. Questi sono sicuramente degli avvertimenti per coloro
che sono in grado di riflettere sul significato di tali eventi,
e trarre lezioni dall’esperienza degli altri.
Quali altre lezioni dovrebbe ricavare l’uomo dai disastri naturali?
Il mondo è stato creato appositamente per l’uomo. La ragione per
cui l’uomo è stato creato è evidente nel senso suggerito da questo
versetto:
È Lui che ha creato i cieli e la terra in sei
giorni - allora [stava] sulle acque il Suo Trono -, per vagliare
chi di voi agirà per il bene (Surat Hud: 7).
L’"ambientazione" per questa prova è comunque molto elaborata,
e ogni avvenimento costituisce un componente di questo sofisticato
scenario. Per di più, nessuno di questi fenomeni naturali accade
casualmente; tutti hanno una spiegazione scientifica. Ad esempio,
la forza gravitazionale della terra spiega perché non andiamo alla
deriva nello spazio; la pioggia cade quando il vapore acqueo raggiunge
un determinato livello di saturazione. Lo stesso tipo di rapporto
causa-effetto è valido anche per la morte, gli incidenti o la malattia.
Possono essere citate numerose cause per le quali un uomo muore,
si ammala, o ha un incidente. Malgrado ciò, quel che veramente importa
non è il numero di queste ragioni, ma l’"affidabilità"
del sistema su cui si fondano queste cause e le loro conseguenze.
Un particolare aspetto di questo sistema è importante; ogni incidente
accade in modo tale che la mente umana possa comprenderlo completamente.
Allah ammonisce l’uomo per mezzo dei disastri naturali. Un terremoto,
ad esempio, uccide migliaia di donne, bambini e giovani, e ne lascia
feriti molti altri. Coloro che sono incuranti degli ammonimenti
di Allah sono portati a spiegare tali incidenti come fenomeni "naturali",
e a non comprendere che è Allah che li crea con degli scopi specifici.
Riflettiamo un momento: cosa succederebbe se soltanto quelli che
sono colpevoli davanti ad Allah morissero in un terremoto? In tal
caso, non sarebbero stabilite basi solide per la "prova"
del genere umano. È per questo che Allah crea ogni fenomeno in un
contesto "naturale". Solo coloro che sono consapevoli
dell’esistenza di Allah e possiedono una profonda comprensione della
Sua creazione capiscono il principio fondamentale divino che sta
al di là di questa apparenza "naturale".
Nel versetto, “Ogni anima gusterà la morte.
Vi sottoporremo alla tentazione con il male e con il bene e poi
a Noi sarete ricondotti” (Surat al-Anbiya: 35), Allah afferma
di mettere alla prova l’uomo tramite eventi sia buoni che cattivi.
Il fatto che molte persone siano colpite da un disastro è il nucleo
di questa prova. Bisognerebbe sempre tenere a mente che Allah è
il Giudice Onnisciente e che “Sarà giudicato
tra loro con equità” (Surat az-Zumar: 75).
Tutti i fatti che accadono ad una persona in questa vita sono una
parte di questa prova. Quelli che sono veri credenti comprendono
l’essenza di questo mistero. Quando una disgrazia si abbatte su
di loro, si rivolgono soltanto ad Allah e si pentono. Essi sono
servi di Allah e consapevoli della Sua promessa:
Sicuramente vi metteremo alla prova con terrore,
fame e diminuzione dei beni, delle persone e dei raccolti. Ebbene,
dà la buona novella a coloro che perseverano, coloro che quando
li coglie una disgrazia dicono: "Siamo di Allah e a Lui ritorniamo".
Quelli saranno benedetti dal loro Signore e saranno ben guidati
(Surat al-Baqarah: 155- 157).
Come dichiarato nel versetto, tutte le persone, credenti e non
credenti, sono messe alla prova in molti modi: a volte con disastri
naturali, in altri casi tramite qualcosa che accade nella vita quotidiana,
una malattia o un incidente che ci colpisce. Tali eventi sfortunati
colpiscono gli individui così come le società, e producono perdite
materiali, oltre che sofferenza spirituale. Un uomo ricco può andare
in bancarotta, una bella ragazza può rimanere gravemente sfigurata
nel viso, o una città può essere ridotta in macerie da un terremoto.
Tutti questi incidenti sono chiare dimostrazioni di come, in ogni
momento, gli eventi possono cambiare la nostra vita.
Le persone dovrebbero riuscire a trarre degli insegnamenti da questi
eventi. Senza dubbio, Allah crea ogni cosa con uno scopo; ogni disastro
è per l’uomo un ammonimento, il cui scopo è salvare gli uomini dalla
perversione in cui si trovano. Nel Corano, Allah dice che nulla
può accadere sulla terra, se Egli non lo permette:
Nessuna sventura colpisce [l'uomo] senza il permesso
di Allah. Allah guida il cuore di chi crede in Lui. Allah è l'Onnisciente
(Surat at-Taghabun: 11).
Nessuno muore se non con il permesso di Allah,
in un termine scritto e stabilito. A chi vuole compensi terreni
gli saranno accordati, a chi vuole compensi nell'Altra vita glieli
daremo; ben presto ricompenseremo i riconoscenti (Surat Ali-'Imran:
145).
Un altro insegnamento che si apprende dai disastri è che l’uomo,
che si considera potente sulla terra, realizza di essere semplicemente
debole, e di non avere la forza di lottare contro i disastri, che
accadono in un solo momento per volontà di Allah. L’uomo non può
essere d’aiuto né a se stesso né verso nessun altro. Certamente
Allah è Onnipotente. Ciò viene affermato nel versetto seguente:
E se Allah ti tocca con un'afflizione, solo Lui
potrà sollevartene. Se ti concede il meglio, sappi che Egli è
onnipotente (Surat al-An'am: 17).
In questo capitolo, daremo un ampio resoconto dei tipi
di catastrofi che colpiscono la terra. Lo scopo è quello di ricordare
ad alcune persone che questo mondo non è un luogo per cui provare
un cieco attaccamento. Questi avvenimenti indicano quanto disperatamente
noi abbiamo bisogno della guida e dell’aiuto di Allah. Questa disperazione
è una chiara dimostrazione del fatto che l’uomo è impotente dinanzi
ad Allah. Come viene detto nel versetto "All'infuori
di Allah, non c'è per voi né padrone né difensore" (Surat
al-'Ankabut: 22).
I terremoti
I terremoti sono le forze della natura più devastanti sulla terra.
Le peggiori perdite di vite umane si hanno durante le scosse di
terremoto. Le ricerche rivelano che, ogni due minuti, da qualche
parte, la superficie della terra trema. Secondo le statistiche,
la terra trema milioni di volte ogni anno. In media, trecentomila
di questi terremoti sono di intensità trascurabile; sono tremiti
impercettibili e non producono alcuna distruzione. Venti di essi,
invece, sono sismi potenti che scuotono violentemente la terra.
Tuttavia, poiché spesso non colpiscono aree densamente popolate,
essi uccidono poche persone, se lo fanno, e producono danni economici
modesti. Solo cinque su tutti questi terremoti riducono i palazzi
a dei cumuli di macerie.
Questo dato mostra come la gente non abbia a che fare spesso con
i terremoti. Senza dubbio, questa è la speciale protezione di Allah
verso l’umanità nei confronti dei disastri.
Ai giorni nostri, soltanto una città o una provincia rimane esposta
a sismi che producono danni. Però, se Allah volesse, un terremoto
che colpisse l’intero pianeta potrebbe scatenarsi in qualsiasi momento.
Un tremito del suolo di questo tipo potrebbe porre fine alla vita
sulla terra. La struttura del terreno è notevolmente vulnerabile
alle scosse; un movimento improvviso o la rottura di grandi masse
di rocce all’interno della crosta terrestre o del mantello superiore
renderebbero la catastrofe inevitabile.
Un terremoto non ha relazione con il tipo di suolo, che amplifica
gli effetti delle onde sismiche che viaggiano in esso. Per volontà
di Allah, un sisma potrebbe accadere in ogni momento. In più, Allah
crea specificamente l’insicurezza e l’instabilità in alcune parti
della terra. Questo per ricordare alla gente che, in qualsiasi momento,
un incidente inatteso può mettere a repentaglio la loro vita. Nel
Corano, Allah mette in guardia la gente contro una possibile calamità:
Coloro che tramavano crimini, sono forse al sicuro
[dal fatto] che Allah li faccia sprofondare nella terra o che
giunga loro il castigo da dove non se lo aspettano? O che li colpisca
nel pieno dell'attività senza che possano respingerlo? O che li
colpisca al culmine della disperazione? In verità il vostro Signore
è dolce, misericordioso (Surat an-Nahl: 45-47).
Questi terremoti che scuotono la terra solo per alcuni secondi
possono durare per ore, anche per giorni. Mentre si sta riprendendo
da un disastro devastante, la gente può subirne un altro. Senz’altro
questo è facile per Allah. Tuttavia, per Sua misericordia, Allah
protegge l’uomo e con tali calamità gli ricorda, di tanto in tanto,
che egli non ha assolutamente alcun controllo sulla propria vita.
A questo punto, può essere utile ricordare un grande terremoto
che ha avuto luogo nel ventesimo secolo.
La tecnologia sconfitta:
Kobe
L’avanzato livello attuale della scienza e della tecnologia ispira
all’uomo la sensazione di avere il controllo sulla natura. Tuttavia,
coloro che sono dominati da tale opinione possono presto restare
delusi. La tecnologia è uno strumento fornito da Allah per il servizio
dell’uomo e si trova completamente sotto il Suo controllo. Vari
eventi mostrano che anche la tecnologia più avanzata non ha il potere
di dominare la natura.
Ad esempio, nonostante la "tecnologia antisismica" sviluppata
dagli scienziati giapponesi, Kobe fu vittima di un cedimento molto
ampio causato da venti secondi di intense scosse sismiche durante
il terremoto del 1995. Le migliori strutture antisismiche del mondo,
costruite per resistere ad una scossa intensa, semplicemente crollarono
durante una scossa istantanea di magnitudine 6.9. Durante i trent’anni
precedenti, il governo giapponese aveva investito 40 miliardi di
dollari in ricerche accademiche mirate a sviluppare sistemi che
permettessero di prevedere i terremoti. Tuttavia, questi sforzi
non produssero alcun risultato determinante. Ancora oggi che il
millennio sta per concludersi, gli scienziati non sono in grado
di progettare sistemi che fungano da campanello d’allarme, e che
possano ridurre gli effetti distruttivi dei pericolosi eventi sismici.
Kobe è un esempio recente, tra molti altri, che dimostra quanto
sia vulnerabile una moderna città industrializzata nei confronti
di sequenze inattese di scosse sismiche.
Kobe, la seconda città
industrializzata più popolata del Giappone, e il porto
più importante dopo Tokyo. Alle 5:46 del 17 Gennaio
1995, venti secondi di intense scosse sismiche causarono
un danno terrificante. Soltanto venti secondi, ed
ogni cosa che la gente aveva lavorato tutta la vita
per possedere era distrutta.
La popolazione di Kobe era stata rassicurata sul fatto che la moderna
tecnologia, sviluppata allo scopo di predire i grandi terremoti,
l’avrebbe salvata dalla distruzione completa. Tuttavia, dopo il
disastro che ridusse Kobe a cumuli di macerie, fu evidente che non
era disponibile alcuna tecnologia che allertasse la gente del pericolo.
Fu anche evidente che le cosiddette strutture antisismiche non offrivano
alcuna resistenza contro un terremoto il cui epicentro si trovasse
a 15 miglia a sud-est dal centro di Kobe.
La regione colpita dal sisma incluse le popolose
città di Kobe e Osaka; per questo ebbe luogo una distruzione terrificante,
che lasciò 5200 morti e 300000 feriti. Il danno totale fu stimato
in 200 miliardi di dollari.4
Ci sono certamente degli insegnamenti che si possono imparare da
un tale disastro. Gli abitanti delle città, abituati a condurre
vite comode, furono improvvisamente messi a confronto con molte
avversità dopo il disastro. In stato di shock, essi non furono in
grado di capire cosa fare delle proprie vite – non parliamo poi
del fare piani per il proprio futuro.
Tifoni, Uragani, Tornadi...
Nel Febbraio 1988, un
uragano provocò ampi danni quando colpì la Florida.
L’uragano demolì degli edifici e lanciò le automobili
sui palazzi. (Accanto e sotto) Automobili e famiglie
disperse dall’uragano.
I tifoni, gli uragani e i tornadi sono disastri naturali dei quali
la gente ha spesso esperienza. Questi cataclismi e le loro conseguenze
portano via migliaia di vite ogni anno. Tifoni, uragani e tornadi
sono venti molto forti, che possono causare gravi danni alle città,
uccidendo e ferendo gli abitanti, sradicando migliaia di alberi,
capanne, cabine telefoniche, automobili, e anche edifici, e trascinandoli
per miglia.
I grandi tifoni, in particolare, possono far sì che si sollevino
all’improvviso delle ondate gigantesche nel mare. In questo fenomeno,
le potenti tempeste sospingono delle onde, dalla velocità di centinaia
di miglia all’ora, attraverso l’oceano e contro le coste. In tali
casi, l’acqua si solleva sulla terraferma, e grandi piogge causano
gravi alluvioni nelle regioni dei delta dei fiumi.
Un tornado grande abbastanza
da spazzare via le case e ridurre in macerie un’intera città.
La trasformazione dei venti, che generalmente avvertiti sotto forma
di brezze lievi, in potenti tempeste in grado di spostare gli edifici
ci obbliga, senza dubbio, a cercare la grande potenza che rende
possibile che tali episodi accadano. La stessa logica discussa nella
sezione riguardante i terremoti è valida anche per i tifoni, gli
uragani e i tornadi: se Allah lo volesse, l’uomo sarebbe messo frequentemente
a confronto con tali disastri naturali. Mentre si stanno riprendendo
da una sciagura, gli esseri umani possono subirne un’altra. Nel
Corano, Allah ricorda all’uomo che i venti si trovano sotto il Suo
controllo:
Siete forse sicuri che Colui che sta nel
cielo non vi faccia inghiottire dalla terra quando trema? O siete
sicuri che Colui che sta nel cielo non scateni contro di voi un
uragano? Conoscerete allora il Mio avvertimento. Invero coloro
che li precedettero già tacciarono di menzogna. Quale fu la mia
riprovazione! (Surat al-Mulk: 16-18).
Nel Febbraio 1988, dopo il passaggio di un uragano in Florida,
un mucchio di barche a motore..
Tuttavia, Allah protegge gli uomini contro i rischi. Soltanto occasionalmente
Egli manda delle violente tempeste contro di loro. Questo è sicuramente
per fornire all’uomo un avvertimento. L’intenzione è quella di ricordare
alle persone che il loro scopo ultimo nella vita è essere servi
di Allah, che sono semplicemente impotenti contro la potenza di
Allah, e che verranno giudicate nel giorno del giudizio.
Vulcani
Come la vibrazione o il tremito della terra causato
da un movimento o da una frattura improvvisa di grandi masse di
roccia all’interno della crosta terrestre o nel mantello superiore,
le eruzioni vulcaniche sono un’altra forma spettacolare di disastro
naturale. Oggi ci sono circa 1500 vulcani attivi nel mondo; 550
5 di essi sono situati sulla terraferma,
gli altri al di sotto degli oceani. Questi vulcani possono eruttare
in qualsiasi momento, in un modo estremamente distruttivo che nessuno
può prevedere in anticipo. Quando eruttano, essi possono uccidere
gli abitanti delle città vicine, oltre a distruggere le coltivazioni
e a coprire i terreni agricoli di cenere.
(A sinistra) un vulcano in
eruzione. (Sotto) L’autobus nel bel mezzo di un mare di
lava ci ricorda del disastro di Pompei.
Alcune catastrofiche eruzioni che ebbero luogo in questo secolo,
così come quelle precedenti nella storia, lasciarono impressioni
indelebili nella mente dell’uomo. Queste eruzioni spazzarono via
molte città dalla terra e sterminarono molte comunità.
Si può certamente imparare qualcosa dalle eruzioni vulcaniche di
cui siamo stati testimoni nella storia. Il monte Vesuvio in Italia,
ad esempio, seppellì Pompei, una città i cui abitanti conducevano
una vita di completo pervertimento, sotto una tempesta di lava incandescente.
È impressionante che 20000 abitanti di questa fiorente città siano
rimasti asfissiati, per la maggior parte, dal flusso piroclastico
che investì la città il 24 Agosto 79 AC.
Ai nostri giorni, comunque, l’inattività dei vulcani può aver termine
improvvisamente, ed essi possono esplodere quando meno ce lo aspettiamo,
proiettando vapore e cenere nell’aria a centinaia di metri. Allo
stesso tempo, i flussi piroclastici si propagano nelle varie zone,
producendo danni irreparabili a qualsiasi cosa incontrino. Un altro
effetto nocivo delle eruzioni sono le pericolose nubi composte da
gas e cenere, trasportate dai venti nelle aree popolate. Questi
venti terrificanti, che a volte arrivano a 90 miglia all’ora, danno
fuoco ad ogni cosa e coprono le città come tendoni che oscurano
il sole.
Uno dei peggiori disastri della storia ebbe luogo
nel 1883 quando il vulcano Krakatoa, nelle Indie Orientali, eruppe
con un’esplosione, producendo un’onda sonora che fu udita a 3000
miglia di distanza, e creò degli tsunami alti fino a 125 piedi.
Le onde rasero al suolo 165 villaggi costieri e uccisero 36000 persone.6
I vulcani sono impressionanti non solo per il loro
bilancio di mortalità tragicamente elevato, ma anche perché essi
eruttano con modalità estremamente distruttive che non possono essere
previste. L’eruzione del Nevado Del Ruiz costituisce un esempio.
La sua fu un’eruzione di intensità modesta. In confronto, la sua
intensità fu soltanto il 3% di quella dell’eruzione del Monte Sant’Elena.
Dopo essere rimasto inattivo per 150 anni, il Nevado Del Ruiz eruppe
nel 1985 fondendo la neve e il ghiaccio che si trovavano sulla sua
sommità. Il lahar, o fiume di fango, che scorse lungo le pendici
del vulcano fino alla valle del fiume Lagunille, fu talmente devastante
da uccidere qualcosa come 20000 abitanti di Armero, in Colombia,
sepolti vivi nel sonno dal fango bollente. Questo episodio è stato
il peggior disastro vulcanico da quando il Monte Pelee distrusse
St Pierre nel 1902. Il Monte Pelee si portò via 30000 vite quando
causò una nube ardente, o flusso piroclastico, nella città di St
Pierre.7
Riempiendo l’intero
orizzonte nel Giugno 1991, nubi roventi di gas carico di cenere
– un flusso piroclastico letale – erutta dal Monte Pinatubo
in una delle eruzioni esplosive più violente del ventesimo
secolo.8
Allah dimostra quanto improvvisamente l’uomo possa andare incontro
alla morte per mezzo di tali catastrofi, e di conseguenza lo chiama
a riflettere sullo scopo della sua esistenza sulla terra. Questi
incidenti mandano un "avvertimento". Ciò che ci si aspetta,
in cambio, dall’uomo, nei confronti del suo Creatore Onnipotente,
è di non indulgere distrattamente negli affari di una breve vita
di 50 o 60 anni trascurando la vita eterna, l’aldilà. Dobbiamo ricordare
che la morte coglierà tutti gli uomini, un giorno, e che ciascuno
sarà giudicato alla presenza di Allah:
[Avverrà ciò] nel Giorno in cui la terra sarà
trasformata e [parimenti] i cieli, in cui gli uomini compariranno
di fronte ad Allah, l'Unico, il Supremo Dominatore (Surat Ibrahim:
48).
Gli tsunami
Le onde marine sismiche, o onde di marea, sono causate da un improvviso
innalzamento o sprofondamento del fondo marino, o dalle eruzioni
dei vulcani. Alcuni tsunami possono essere distruttivi quanto le
bombe atomiche.
Grandi ondate di acqua (tsunami),
a volte, possono devastare le città costiere.
Le alluvioni
Allah sicuramente crea tutti questi disastri come "avvertimenti"
per l’umanità. Egli è eccelso in potere, e ha potere su tutte le
cose. Allah rende testimonianza di questo nel versetto: “Egli
vi può mandare un castigo dall'alto o da sotto i vostri piedi”
(Surat al-An'am: 65). Il fatto che siano presenti delle minacce
fisiche così gravi nel mondo sottolinea senz’altro una realtà importante.
Con i disastri, nel giro di appena pochi secondi Allah può riprendersi
ciò che Egli ha donato all’uomo. Le catastrofi possono colpire qualsiasi
luogo in qualsiasi momento. Questa è una chiara dimostrazione che
non esiste alcun luogo sulla terra che può garantire sicurezza all’uomo.
Allah afferma questo nel versetto seguente:
Forse che la gente delle città è al riparo dalla
Nostro castigo severo che li colpisce la notte durante il sonno?
Forse che la gente delle città è al riparo dal Nostro castigo
severo che li colpisce in pieno giorno mentre si divertono? Si
ritengono al riparo dallo stratagemma di Allah? Di fronte allo
stratagemma di Allah si sentono al sicuro solo coloro che già
si sono perduti (Surat al-A'raf: 97-99).
L’acqua, offerta all’uomo come un dono benevolo, può a volte provocare
un disastro, se questa è la volontà di Allah. E’ incomprensibile
che alcune persone siano testimoni di uno o due alluvioni all’anno,
e tuttavia non prendano in considerazione la possibilità di dover
fronteggiare loro stesse una simile calamità.
Tra il 1997
e il1998, "El-Niño" si scagliò su molte
città. Il danno totale in tutto il mondo fu stimato
in 20 miliardi di dollari.9
(Sopra) Una città colpita da El-Niño. Anche se l’acqua
ha un grande significato per la vita sulla terra,
le alluvioni devastanti rimangono una minaccia.
Una casa immersa nell’acqua.
La grandine che cadde a quasi
100 miglia all’ora sfondò i vetri delle auto a Tampa,
Florida, durante un temporale nel 1992 che costò
qualcosa come 25 milioni di dollari in danni alle
proprietà. 10 il
tetto di una casa danneggiato dai chicchi di grandine.
Una lezione dalla storia: il Titanic
La storia abbonda di casi di persone che hanno fatto affidamento
sulle conquiste della tecnologia, senza attribuire alcuna importanza
alla potenza di Allah. E’ esattamente questo il motivo per cui nella
storia hanno avuto luogo molti disastri, che hanno costituito una
dolorosa lezione per tutti. Ognuno di questi eventi è importante,
nel senso che ricorda all’uomo che né la ricchezza né il potere,
la scienza o la tecnologia hanno alcuna capacità di resistere alla
volontà di Allah.
Si possono portare molti esempi di tali incidenti. Il più conosciuto
è quello del celebre Titanic, una grande nave di linea oceanica
alta 55 metri e lunga 275, che affondò novant’anni fa. Il Titanic,
considerato una "sfida alla natura", era un grande progetto
che coinvolse un team di ingegneri e non meno di cinquemila persone.
Quasi tutti erano assolutamente convinti che questa nave non sarebbe
mai affondata. Il transatlantico era un capolavoro della tecnologia,
con molti progressi ingegneristici che superarono i limiti della
sua epoca. Tuttavia, coloro che fecero affidamento sul valore tecnologico
della nave non presero in considerazione un fatto importante, esposto
nel versetto "L'ordine di Allah è decreto
immutabile" (Surat al-Ahzab 38), e la realtà per cui
ciascuno, prima o poi, andrà incontro al proprio destino. Alfine,
un problema non troppo grave portò all’affondamento della nave,
e la tecnologia avanzata non fu in grado di salvare il Titanic dalla
sua tragica fine.
Stando a ciò che raccontarono i superstiti del Titanic, la maggioranza
dei passeggeri si riunì sul ponte a pregare, quando fu chiaro che
la nave stava per affondare. In molte parti del Corano viene ribadita
questa tendenza del comportamento umano. Nei momenti di grave difficoltà
e di pericolo, l’uomo prega sinceramente e cerca l’aiuto del suo
Creatore. Tuttavia, quando viene liberato da pericolo, egli ritorna
immediatamente all’ingratitudine:
E' il vostro Signore che spinge la nave sul mare,
affinché ricerchiate la Sua grazia. In verità Egli è misericordioso
nei vostri confronti. Quando siete in pericolo sul mare, coloro
che invocate svaniscono. Lui no! Quando poi vi riconduce a terra
salvi, vi allontanate da Lui. L'uomo è ingrato. Siete forse certi
che non vi faccia inghiottire da un baratro della terra o non
invii contro di voi un uragano senza che possiate trovare chi
vi protegga? O siete forse certi che non vi conduca un'altra volta
[sul mare], mandicontro di voi un ciclone e vi faccia annegare
per la vostra miscredenza senza che possiate trovare chi vi difenda
contro di Noi? (Surat al-Isra: 66- 69).
Una persona può non aver mai vissuto personalmente un disastro
simile, tuttavia dovrebbe sempre ricordare che, in ogni momento,
la sua vita può essere sradicata alle fondamenta. Di conseguenza,
l’uomo dovrebbe sempre tenere la sua mente occupata con il ricordo
di Allah, poiché " la potenza è tutta di Allah" (Surat
al-Baqarah: 165). D’altro canto, quando che la catastrofe colpisce,
si potrebbe anche non avere l’opportunità di cambiare il proprio
atteggiamento ingrato nei confronti di Allah, e di cercare il pentimento
presso di Lui. La morte può essere veramente improvvisa:
Non hanno considerato il Regno dei cieli
e della terra, e tutto ciò che Allah ha creato e che forse è vicino
il termine loro? In quale altro messaggio crederanno, dopo di
ciò? (Surat al-A'raf: 185).
Alcuni
mobili ed oggetti utilizzati a bordo del Titanic.
Insieme al transatlantico, tutte queste proprietà
furono sepolte nelle profondità dell’oceano. Oggi
pochissime persone al mondo ricordano i proprietari
di questi beni.
Per misericordia di Allah
Ognuno colpimmo per il suo peccato: contro alcuni
mandammo un ciclone, altri furono trafitti dal Grido, altri facemmo
inghiottire dalla terra e altri annegammo. Allah non fece loro
torto: furono essi a far torto a loro stessi (Surat al-'Ankabut:
40).
In tutto ciò che è stato discusso finora aveva lo scopo
di ricordare una cosa importante a coloro che dimenticano il loro
ruolo nella creazione: ogni cosa sulla terra deve la propria esistenza
ad Allah, il Creatore che ha creato l’intero universo materiale.
In altre parole, l’esistenza di tutto è conseguente all’esercizio
della volontà di Allah. Perciò, niente ha un suo essere separato
e indipendente da Allah. Il Corano ci dice che nulla si situa al
di fuori del controllo di Allah: “Allah ha
il predominio nei Suoi disegni, ma la maggior parte degli uomini
non lo sa” (Surat Yusuf: 21).
Ciò nonostante, come Allah chiarisce nella seconda parte del versetto,
la maggior parte delle persone non è cosciente di questo. Esse presumono,
durante il corso delle loro vite, che nessuna disgrazia di alcun
tipo si abbatterà su di loro, senza mai pensare di essere, essi
pure, troppo vulnerabili nei confronti di uno qualsiasi di questi
devastanti disastri. Noi percepiamo che siano “gli altri” a vivere
questi terribili eventi, e che “noi” vivremo per sempre nella sicurezza.
Le notizie dei disastri, degli incidenti o delle epidemie ci fanno
sicuramente provare pietà per i sofferenti. Senza dubbio, condividiamo
il loro dolore; tuttavia, dopo che i disastri sono diventati un
ricordo, diveniamo meno coinvolti, e quei sentimenti si dimostrano
essere, per noi, un interesse passeggero. Una volta tornati a immergerci
nel flusso della nostra vita quotidiana, o ad affrontare problemi
personali, sviluppiamo rapidamente un senso di apatia e restiamo
indifferenti nei confronti di coloro che sono sopravvissuti al disastro.
Tuttavia, la concezione secondo la quale tutti i giorni della propria
vita saranno sempre uguali è fallace. Di sicuro, le persone che
sono state esposte a un disastro di qualsiasi genere non sapevano
che un rischio naturale avrebbe gettato le loro vite nel totale
disorientamento. Senz’altro, avranno dato inizio a quella giornata
come ad un giorno ordinario, pensando che sarebbe stata uguale a
quelle precedenti. In realtà, essa si è dimostrata completamente
diversa. Quasi certamente, non era mai venuto loro in mente che,
in quel particolare giorno, ci sarebbe stato un drastico cambiamento
nelle loro vite, che avrebbe trasformato le loro esistenze in una
pericolosa lotta. In tali occasioni, le vite sono ridotte alle loro
verità più semplici. Sicuramente, è così che Allah rammenta all’uomo
che la sicurezza, in questo mondo, è un’apparenza.
Eppure, la maggioranza delle persone non presta attenzione a questa
realtà. Essi dimenticano che la vita è breve e provvisoria, e trascurano
il fatto che verranno giudicati alla presenza di Allah. In questa
condizione di indifferenza, essi trascorrono le loro vite, cercando
di soddisfare vani desideri, invece di vivere per la soddisfazione
di Allah.
Considerati da questo punto di vista, i problemi costituiscono
una grazia di Allah. Allah dimostra la vera natura di questo mondo
e incoraggia l’uomo ad essere preparato per la vita successiva.
È per questo che ciò che si crede una sfortuna è, nei fatti, un’opportunità
offerta da Allah. Queste sventure vengono fatte scendere sulle persone,
in modo che esse possano cercare di pentirsi e di fare ammenda per
la loro condotta. Gli insegnamenti che si dovrebbero imparare da
queste catastrofi sono esposti in uno dei versetti:
Non si accorgono che ogni anno sono tentati
una o due volte, quindi non si pentono e non si ricordano (Surat
at-Tawbah: 126).
xx
3. National Geographic,
Juli 1998, p. 29
4. H.J.de Blij, M.H.Glantz, S.L.Harris, Restless Earth, The National
Geographic Society, 1997, p. 8
5. H.J.de Blij, M.H.Glantz, S.L.Harris, Restless Earth, The National
Geographic Society, 1997, p. 8
6. H.J.de Blij, M.H.Glantz, S.L.Harris, Restless Earth, The National
Geographic Society, 1997, p. 64
7. H.J.de Blij, M.H.Glantz, S.L.Harris, Restless Earth, The National
Geographic Society, 1997, p. 64
8. H.J.de Blij, M.H.Glantz, S.L.Harris, Restless Earth, The National
Geographic Society, 1997, p. 18-19
9 . The Guinness Book of Amazing Nature, p. 60
10 . H.J.de Blij, M.H.Glantz, S.L.Harris, Restless Earth, The National
Geographic Society, 1997, p. 105